BENNA-BERNA-LUSSEMBURGO-BRUXELLES-AMSTERDAM


26 ottobre-2 novembre 2018

BENNA-BERNA-LUSSEMBURGO-BRUXELLES-AMSTERDAM

KM 1365

Tutto è cominciato con il viaggio a Lourdes a ottobre 2014. Poi Parigi a settembre 2016 e di li il desiderio di raggiungere le capitali europee in bicicletta partendo da casa. Cosi sono venute Lubijana e Budapest a giugno 2017, Praga a novembre 2017, Roma a maggio 2018 ed ora Berna,Lussemburgo ,Bruxelles e Amsterdam. Questo ultimo viaggio è stato il più lungo e il più tormentato dal punto di vista climatico. Ho visto un po’ di sole solo il primo e gli ultimi due giorni. Per il resto pioggerella,pioggia, nevischio !Per fortuna il vento proveniente da Sud-Sud/Ovest mi ha sempre accompagnato aiutandomi. Solo in pochi momenti è stato contrario o laterale.  Ho attraversato il Vallese, l’Alsazia, i Vosgi e le Ardenne. Posti incantevoli dove si pedala sicuri lontano dal traffico. La ciclabile del Rodano bella e divertente. In leggera discesa . Quella del Reno credo sia il rettilineo più lungo che abbia mai fatto. Una rida dritta di una cinquantina di km con fondo ruvido, massacrante e interminabile. Il paesaggio innevato  e le pendenze morbide hanno reso il passaggio sui Vosgi un ricordo indelebile. Delle Ardenne ricorderò le stradine, le ciclabili con fondo dissestato e i pavè, le foreste! L’Alsazia con i suoi vigneti dalle foglie ingiallite . Openrunner mi ha fatto un regalo portandomi su stradine di tre metri deserte nel cuore dei vigneti.

Le città più belle: Berna, Lussemburgo,Rotterdam, Harlem. Il momento più bello è stata la mezz’ora passata in spiaggia a guardare il Mare del Nord. I momenti più brutti sono stati due: quando sono caduto sul ghiaccio di Lussemburgo  e sulle Ardenne quando pedalavo in mezzo alle pale eoliche con il vento e la neve che mi sferzavano la faccia. Anche la salita al Sempione con una serie infinita di gallerie e paravalanghe e di camion che mi passavano vicini rientra  fra i momenti che ricordo meno volentieri.

PIANIFICAZIONE: inizialmente erano previsti 7 giorni per coprire i 1365 km del percorso e i  11447 metri di dislivello. Il meteo particolarmente avverso mi ha però indotto ad anticipare di un giorno la partenza e sfruttare l’ultimo giorno di tempo buono per superare il Passo del Sempione. Quindi 8 giorni da gestire per coprire la distanza. La traccia è stata generata da openrunner su cui sono stati fatti alcuni piccoli cambiamenti. Il sito francese, molto utile ai cicloviaggiatori, sceglie sempre le strade meno trafficate e sfrutta le ciclabili e le ciclovie quando esistono. Ne deriva che il percorso ha avuto uno sviluppo molto seghettato rispetto alla linea ottimale con un sensibile aumento della distanza complessiva e anche dei dislivelli a vantaggio però della sicurezza. Infatti posso dire di avere pedalato 8 giorni in condizioni di sicurezza decisamente elevate. E’ vero che tutto può sempre succedere ma restare lontani dai flussi di traffico pesante e veloce( Sempione a parte !) sicuramente rende le giornate più rilassanti. La media scende drasticamente a causa della  qualità del fondo stradale e dei moltissimi incroci e conseguenti ripartenze ma attraversare i piccoli paesi porta molti vantaggi. Per esempio rompere il ritmo è sempre importante, permette di cambiare posizione in sella, di sgranchirsi; poi nei piccoli villaggi si incontrano scorci molto belli che spesso inducono a scattare qualche foto. Si perde tempo ma il viaggio si arricchisce e resterà meglio impresso nella memoria. Inoltre nei piccoli paesi si incontrano i locali giusti dove fare tappa per un caffè una birra o un piatto di pasta, si può parcheggiare la bicicletta senza l’ansia che la rubino e le persone sono spesso meglio disposte a scambiare quattro chiacchiere. 

NAVIGATORE: Garmin Edge 1030. La traccia è stata caricata in 6 segmenti di lunghezza simile. Caricare una traccia unica avrebbe comportato tempi di calcolo lunghi e probabili errori da parte del sistema. Si è rivelato uno strumento ideale. Ampio display ben visibile giorno e notte. Molto utile e facile da usare  anche in fase di ricerca di indirizzi. Il touch funziona bene anche sotto la pioggia. Usandolo in modo abbastanza intenso per tutto il giorno dopo circa 10/12 ore chiede di andare in modalità risparmio energetico. Non è mai stato necessario attivare tale modalità perché disponendo di dinamo e accumulatore ho potuto ricaricare  subito.  Durante la modalità notturna la traccia non è particolarmente visibile e qualche volta potrebbe indurre a qualche errore.

TELAIO BICICLETTA:  SENSA GIULIA AERO 2017, un telaio che si è dimostrato molto adatto a questa attività. Leggero ma non troppo, rigido ma non troppo; un angolo di sterzo non troppo chiuso la rende particolarmente docile negli inserimenti in curva e stabile. Il carro corto  e il piantone inclinato trasmettono le sollecitazioni provenienti dal posteriore in modo diretto ma i foderi con l’attacco basso compensano perfettamente. Le ciclabili del Belgio hanno sottoposto il telaio ad una prova veramente ardua. I miei 88kg  aggiunti ai 10 kg di bagagli hanno veramente sollecitato il telaio Giulia Aero di SENSA BIKE. Nessun problema per il telaio e soprattutto, nessun problema per la mia schiena. 

RUOTE.: La posteriore una Mavic Ksyrium Elite classica.  Scorrevole, mediamente leggera e sicuramente robusta.L’anteriore  montata con  un cerchio Mavic Open su un mozzo con dinamo Son. La scelta dei raggi radiali è stata fatta per rendere la ruota più scorrevole e cercare di compensare parzialmente la resistenza che viene dalla produzione continua di energia.  In realtà una raggiatura in terza renderebbe la ruota più confortevole con una perdita di scorrevolezza abbastanza modesta.

COPERTURE: i Michelin Krilyon 2 da 28 mm gonfiati a 6 bar si sono dimostrati  perfetti in quanto a scorrevolezza e confort.  Nessuna foratura malgrado l’irregolarità delle ciclabili. Sul ghiaccio delle strade di Luxemburg , avrei voluto avere un 32 e un po’ di tassellatura tipo ciclocross. Forse avrei evitato di cadere ai 30 all’ora .

ILLUMINAZIONE:  fanale anteriore a LED SON EDELUX alimentato dalla dinamo con luce costante a partire da una velocità di 10 km/h , Luce posteriore , multi led Infinity 300 lumen con batteria interna e attacco USB per la ricarica. Lasciata quasi sempre accesa anche di giorno. Ricaricata 2 volte.

GRUPPO: Shimano Ultegra Di2 50-34  11-28.  Nulla da dire su un gruppo perfetto. Mai una cambiata sbagliata, mai un salto di catena, mai una cambiata imprecisa. Le irregolarità delle piste ciclabili, gli innumerevoli incroci, le ondulazioni delle Ardenne, dell’Alsazia e dei Vosgi mi hanno costretto ad un numero di cambiate impressionante : 260 al deragliatore e ben 6163 al cambio posteriore. Dopo 900 km circa la batteria era al 60% ma ho scelto comunque di fare una ricarica a scopo prudenziale. Nella cassetta 11-28 manca il pignone da 16 e tutto sommato non mi sarebbe spiaciuto averlo. Sarebbe sicuramente meglio rinunciare all’11.

FRENI: Le pinze frenanti a due perni dell’Ultegra frenano benissimo, con una frenata potente e modulabile. Montavano però pattini Ashima Gialli i quali sull’asciutto sono perfetti. Purtroppo ha piovuto molto e con l’acqua, oltre a frenare poco si sono sporcati e consumati in un attimo. Così da Lussemburgo in poi  sono rimasto con un solo freno, quello anteriore. Diciamo che per questo tipo di attività un paio di freni a disco risolverebbero ogni problema.

SELLA:  sella SMP Lite 209. Dopo 8 giorni con una permanenza in sella di dieci ore al giorno me la sono cavata con qualche brufolino nella zona perineale. Mai un solo momento di indolenzimento o torpore ai genitali. Nemmeno nei punti di appoggio delle ossa ischiatiche non ho avuto alcun problema. 

ABBIGLIAMENTO: la scelta dell’abbigliamento è stata fondamentale per la riuscita del viaggio. Scarpe Scott road pro con chiusura a boa e calze biotex estive. Copripolpacci Scott a compressione per migliorare il ritorno sanguigno. Pantaloni invernali Scott in superrubaix. Maglietta intima manica lunga Biotex e maglia felpata Castelli. Questo l’abbigliamento di base su cui ho applicato le varianti in base al meteo. Copriscarpe antipioggia Vaude con ghetta lunga fino sotto il ginocchio. Copripantalone antipioggia Vaude in tessuto Ceplex. Giacca anti pioggia Vaude in Ceplex e durante la pioggia intensa, mantellina antipioggia Vaude. Guanti invernali Scott e muffole anti pioggia Vaude indossate all’occorrenza. Le muffole sono state fondamentali per tenere le mani asciutte e calde ma hanno comportato evidentemente dei problemi di guida. Riuscivo a cambiare grazie ai comandi Di2, non credo ci sarei riuscito con comandi tradizionali. La  ghetta della muffola doveva essere infilata sotto la manica della mantellina e farlo da soli è stato veramente complicato. Spesso ho chiesto aiuto al primo che trovavo. Inoltre la muffola rende complicato l’uso del touch sul navigatore e spesso qualche foto ho rinunciato a scattarla per non dovere togliere e rimettere il tutto. Probabilmente un paio di guanti a 5 dita in goretex o comunque anti pioggia sarebbero stati più comodi. Comunque l’utilizzo di questi materiali mi ha consentito di pedalare 10 ore sotto la pioggia restando perfettamente asciutto sulla pelle. Dalla testa ai piedi . Nelle ore di pioggia intensa la mantellina è stata fondamentale perchè ha costituito una vera barriera a pioggia ed aria . 

CASCO:  Rudy Project  Airstorm. L’ho testato  sbattendo la testa ai trenta all’ora sull’asfalto del Lussemburgo in seguito ad una caduta sul ghiaccio. Funziona !!

OCCHIALI: RPJ fotocromatici. Una barriera contro aria, insetti,pioggia. Non ne ho fatto mai a meno. Si adeguano bene a tutte le condizione di luce. Li ho sempre usati anche di notte. Durante questi viaggi non è facile avere cura per gli occhiali e il loro costo moderato li rende particolarmente adatti.

  

BORSE:Ho scelto di portare il minimo indispensabile per contenere  peso e volume. Sotto la sella il SADDLE BAG di Acepac nel quale ho sistemato i vestiti. La tenuta all’acqua è stata totale. Nel telaio il FRAME BAG di Acepac dove ho sistemato due camere d’aria di scorta, le ciabatte di ricambio, scorte alimentari. Sul tubo orrizzontale il FUELL BAG di Acepac dove avevo action camera,telefono ,batteria tampone e regolatore di corrente. BIKE BOTTLE BAG di Acepac al manubrio per la borraccia. Barilotto Elite per pompa,multitool. piccoli ricambi,guanti officina . Sul manubrio ROAD II di Vaude per il cibo e per riporre capi d’abbigliamento messi e tolti durante la pedalata.